Didascalie di viaggio

Viaggio in cerca di visioni, di consiglio, d’ispirazione. Tento quindi di catturare ciò che trovo in scatti, appunti e pensieri.
Ne riporto di seguito qualche frammento.

Penisola di Crozon, Bretagna, Francia

Il vento di Bretagna è una melodia suonata dai boschi che odora di resine e di muschio.
Il cielo è un pittore inquieto che non arriva a scegliere tra l’ombra e la luce.
Tra le scogliere e le valli, la Natura tentenna, incerta su cosa indossare.
«Sarai amena, ostile, inquietante o maestosa?», si domanda il viandante.
Ma l’umore di Bretagna non si può indovinare.
Ogni orizzonte racchiude una leggenda, ciascun sentiero impone una scelta.
Il viandante si siede ed ascolta.
La terra di Bretagna è un’anziana signora che di rado apre bocca.
Si onora così, nella silenziosa attesa di un altro racconto.


“Io sono l’acqua che scorre, il legno che il muschio ricopre, sono le foglie nel vento, il volo delle rondini al tramonto. 
Sono il Tempio delle Stagioni.
Sono Respiro, sono Memoria.
Ciò che creo si dissolve in un perpetuo ritorno”.


La spiaggia di Trez Rouz, in bretone ‘sabbia rossa’, evoca col suo nome sinistro la sanguinosa battaglia che qui ebbe luogo durante la Guerra della Lega d’Asburgo.
Nel giugno 1694, la flotta anglo-olandese fece sbarcare a terra 1300 uomini nel tentativo di prendere le fortificazioni a difesa della baia da terra.
Trincerato tra le dune, attendeva però un agguerrito drappello di soldati francesi. Non appena gli uomini della flotta inglese furono a portata, questi fecero fuoco e ingaggiarono battaglia, costringendoli in breve tempo a ripiegare verso le scialuppe, nella speranza di limitare le perdite.
Ma la bassa marea aveva tagliato loro ogni via di fuga.
Presso le linee inglesi vennero stimate ottocento perdite, tra caduti e feriti.
Secondo la leggenda, la sabbia della spiaggia era talmente intrisa di sangue da aver mutato colore.
I corpi trovarono una frettolosa sepoltura tra le dune che vegliano l’approdo e le scogliere soprastanti vennero ribattezzate col sinistro nome di “Morte inglese”.


Il senso del mattino sta in quell’attimo in cui si riuniscono i frammenti dell’anima sparsi dal sonno.
Nessuna selezione, solo sentire.
La verità è tutta nel risveglio.

Thailandia

Una vita sola è troppo poco.
Seppellirò me stessa molte altre volte, e poi ancora e di nuovo…
Le mie rinascite saranno così numerose da non poterle contare, altrimenti avrò attraversato solo un lungo sonno.
Non temo la morte, soltanto il rimpianto.

Venice Beach, Los Angeles, California

Quel giorno, sul confine delle onde, il Tempo si chiuse, fece un cerchio e mi portò un pezzo di noi che credevo perduto.

Londra, St. Pancras

A metà del 1800, la rete ferroviaria londinese in espansione cancellò una parte dell’antico cimitero di St. Pancras.
Della riesumazione dei corpi e della dislocazione delle sepolture si occupò un giovane studente d’architettura, Thomas Hardy, futuro immortale della letteratura inglese.
Non volendo distruggere le lapidi, Hardy le fece accatastare ai piedi di un frassino dalle cui radici, ormai, sono inseparabili.


London, Red House

Dal 1859, nei fine settimana, William Morris riunì i suoi amici a Red House allo scopo di decorarla, di mangiare, di bere e di stare insieme. Tra questi, vi erano i pittori Burne-Jones, Dante Gabriele Rossetti e James Webb.
Insieme progettarono ogni dettaglio della casa, dai mobili alle finestre, dal giardino alle pitture murali, ponendo le basi del movimento noto come Arts&Crafts, attraverso il quale Morris sognava di combattere l’incedere incalzante della produzione di massa e del “brutto”.

«Il segreto della felicità risiede in un genuino interesse per tutti i dettagli della vita quotidiana, e nell’elevarli al livello di arte».
(William Morris)

Île-de-France, Francia

La fragilità è la madre di ogni forza, come la morte lo è della vita.
Solo chi vede a metà ne ha timore.


Ci si tormenta sul Bene e sul Male, ma il vero enigma è la Bellezza che emana da entrambi.

Chichén Itzá, Yucatán, Messico

Trasformare il vuoto in forza: questa è l’Impresa.

Filippine, Isola di Tablas

Sono abituata a camminare sola però, se vuoi, ti accompagnerò per un po’.


Abbandonerò il porto di ciò che so, poiché non posso resistere all’orizzonte di ciò che posso.
Le ancore parlano di naufragi, ma io ho scelto di ascoltare il vento.


Il Rispetto si guadagna con un coup de théâtre, rientrando in scena abbruttiti, sfiniti e segnati proprio quando ci davano per persi.


Dio separò la luce dalle tenebre.
Poi si intenerì e chiuse un occhio sui tramonti. 

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