[ Images © Kirsty Mitchell photography, Once Upon A Time, from The Wonderland Book ]
Il fruscio dei fogli di carta sotto le dite le ricordò i tramonti autunnali, quando i pensieri si fanno lievi come tele di ragno, sospesi ai bisbigli del bosco.
Le pagine contenevano tutta la sua vita, narrata secondo i palpiti dell’anima che rimescola i ricordi, senza curarsi del tempo. Una vita trasformata in un sottobosco di carta: per ogni foglio, un ricordo.
La memoria le pareva qualcosa di separato da lei, ma che di lei sapeva tutto: dei “sì” e dei “no” mai pronunciati, delle domande lasciate senza risposta, dell’ascolto che non aveva mai rifiutato, tranne alle grida dentro di lei.
La memoria conteneva tutto, ma non quel nuovo frammento di anima che, nel silenzio proprio dei risvegli, crepitava solitario.
Era un cuore nuovo, pieno di pagine bianche.
Nonostante lo avesse creduto smembrato, perduto, impossibile da riparare, eccolo sbocciare di nuovo, ampio e leggero. E il peso che l’aveva oppresso, dov’era finito? Sotto le sue dita, divenuto anch’esso un ricordo di carta sgualcito, sbiadito, inerme.
Non è perdono, e nemmeno passato. È parte di lei, divenuta giaciglio.
Una vita, fra tante, appena sfogliata.
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