Febbraio – Timore al chiaro di luna

[ Image: © Kirsty Mitchell photography, Moondial, from The Wonderland Book ]

Il Fiore della Notte ha un petalo tutto bianco.
Le tenebre lo cingono d’assedio,
per ritirarsi sconfitte al mattino.
I poeti ne fanno una dea indomita e solitaria,
che in forma di luce si posa sulla terra
a svelare cammini nascosti.

Una notte mi trovai all’imbocco di uno di questi.
Il pallido invito di lei non bastò a catturarmi,
e tornai convinto sulla strada maestra,
ma subito la foschia mi avvolse.
Volute di nebbia e singhiozzi di fonte:
così piange il Petalo bianco.

«Parlami» dissi con occhi incerti e protesi, come bambini.
«Perché soffri, Signora della notte?»
«Alla via nuova che rischiaro, preferisci una strada battuta su cui nulla cresce più
«Il tuo invito seduce, ma non è per tutti. Il saggio sceglie i cammini illuminati dal sole, non il bosco profondo.»
«La notte infatti non è dei saggi, ma appartiene ai poeti.»
«Ho paura del buio.»
La Signora della notte posò le labbra fredde di rugiada sulle mie e disse: «Il tuo potere splende più del sole, ma una nebbia sottile è bastata a celarlo
«Le cose più fragili possono essere invincibili, come il tuo sorriso tenue, che respinge le tenebre.»

© Alice Rocchi

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