Il bacio degli antenati

Jean Auguste Dampt
Il bacio dell’antenata (circa 1892)

Eccoti,
abbiamo riconosciuto il tuo passo superare il muro di cinta.
Ti vedemmo fanciulla tra queste pietre,
ma sotto alle fronde spogliatesi tante volte da allora,
adesso vediamo avanzare un cuore di donna.
Vieni, piccola grande donna, siedi con noi.

La stagione del nostro addio è venuta prima di te.
Non abbiamo memorie da condividere,
perché eravamo già un ricordo quando nascesti,
ma non hai mosso passo senza di noi.
Benediciamo il tuo cuore,
che contiene tutti gli orizzonti che ci hai fatto conoscere.
Grazie per averceli mostrati.

Lascia qui, sulla pietra che ci custodisce tutti,
il desiderio di salvarci.
Grazie, ma è un peso troppo grande
che troppo a lungo hai portato.
Noi siamo ciò che fu,
mentre tu puoi essere di più
e ancora di più.
I dormienti si destano al battito dei ricordi,
ma con le tue nuove gesta li farai danzare.
Ricorda: la vita si eredita per rinnovarla.

Ricordati com’eri
al tempo in cui venisti al mondo tra adulti imperfetti,
gravidi di colpe, di segreti, molte ferite e troppe rinunce.
La sentivi nei loro silenzi, da bambina,
quella nostalgia di fonte,
la Sete Antica di acque remote.
Poveri narcisi irretiti!
Non era nel riflesso la chiave dell’enigma,
ma nell’atto sublime di amare sé stessi,
che troppo è letale, ma in dosi ponderate è rimedio universale.

Da bambina amare era respiro
e non c’era distanza tra noi e te.
Ora è il momento di farti portale,
la soglia che il dolore attraversa e supera.
Guardalo fluire, onoralo,
poi riprendi il cammino leggera
e ritrova la Fonte a cui innamorarti.


© Alice Rocchi

Lascia un commento

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑