Il mistero del megalite di MOUGAU-BIHAN

La mia inarrestabile, instancabile ricerca sulle tracce lasciate dagli antenati mi ha condotto ancora una volta in Bretagna, nel suo cuore selvaggio, fatto di soffice torba e scisti affilati.

Mi trovo nel parco naturale regionale dell’Armorica, sui sentieri dei leggendari Monti d’Arrée, che si annoverano tra le montagne più antiche d’Europa; le Alpi, per intenderci, sono delle ragazzine a confronto. I passi incespicano tra felci, muschi e ruscelli, mentre gli occhi corrono ai rilievi che oggi chiameremmo colline, tanto l’erosione li ha trasformati.

A un tratto mi trovo al cospetto di uno di quei monumenti di pietra che sorgono su buona parte del nostro continente e non solo. Sorge poco lontano dalla strada, nei pressi del comune di Commana, ed è noto col nome di allée couverte (‘corridoio coperto’) di MOUGAU-BIHAN ( ma lo chiamano anche Ti Lia Ven).

All’epoca in cui venne eretto, tra il 3000 e il 2500 a.C., il paesaggio era simile a quello di oggi. Probabilmente all’origine l’allée era ricoperta di terra, così da apparire come un tumulo in cui si addentrava una galleria di pietra.

Quella che vediamo oggi è la struttura portante, lunga 14m, composta da massi di granito locale che presentano delle incisioni sulla parete interna. La meglio visibile è una sorta di croce uncinata collocata sulla parete SUD, dietro cui si trova una piccola cella separata dal corridoio.

Questa cella, unita al fatto che l’allée presenta un orientamento Nord-Sud, con un accesso sul lato lungo a Est, mi ha ricordato un altro monumento antico, che visitai un paio di anni fa: il misterioso tempio greco di Apollo Epicurio, Patrimonio dell’Umanità, che sorge in Messenia (Peloponneso).

Su certe particolarità costruttive del tempio gli studiosi discutono ancora, ma è comunemente accettato che la struttura risalga al V secolo a.C. Il tempio sarebbe stato eretto in ringraziamento ad Apollo Epicurio, una manifestazione “guaritrice” del dio del Sole, che avrebbe salvato i locali da una pestilenza (ma su questo l’accordo degli esperti non è unanime).

Come l’allée couverte di MOUGAU-BIHAN, anche il tempio di Apollo Epicurio ha un orientamento Nord-Sud (fatto insolito per la Grecia antica, che preferiva un allineamento Est-Ovest) ed è dotato di una cella separata proprio a Sud, il cosiddetto opistodomo, il recinto contenente le offerte e gli strumenti rituali.

Queste somiglianze mi hanno spinto a rispolverare qualche ricerca sul tempio. Su Wikipedia si legge che per lungo tempo si è pensato che l’orientamento insolito fosse dovuto alla mancanza di spazio sulla cima del rilievo, ma ormai l’ipotesi più accreditata è che si tratti di una scelta intenzionale, quella di “mantenere legami con la tradizione dei templi edificati sul luogo in epoca arcaica, tutti caratterizzati da un orientamento nord-sud e da un doppio ambiente dotato di accesso a est.”

Photo from hotelionion.eu (trovate anche un bell’articolo sul tempio.)

Quindi, in epoca antecedente, nella stessa regione si costruivano santuari con caratteristiche simili. Che fossero questi figli, a loro volta, di strutture ancora più antiche, risalenti al Neolitico?

La somiglianza tra l’allée couverte bretone e il tempio greco è frutto della mia personale sensibilità, che nasce dall’esperienza di due viaggi ravvicinati. Non ho potuto ancora verificare se qualche esperto ne abbia trattato nello specifico (se ne avete letto, fatemelo sapere: vi leggerò volentieri!).

Quel che è certo è che questa ipotetica “parentela” mi spinge senz’altro a cercare ancora… Alla prossima esplorazione!

Trovate più foto del megalite qui.

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