[ Images © Kirsty Mitchell photography, Lady of the Lake, from The Wonderland Book ]
Ad Alberto, creatura delle acque
Bighellonando per i salotti della Natura, in un’alcova tappezzata di muschio, incontrai la riva di uno stagno.
Nell’acqua era un mondo capovolto, vibrante, meno rigido del mio e dai confini incerti.
A poco a poco, le increspature si protesero a lambire i miei piedi. Rimasi in ascolto, mentre le acque risalivano lungo i miei fianchi come l’edera scura si prende le rovine.
Finalmente, riconobbi un canto, poi dallo stagno emerse una creatura, che aveva un volto di ninfea bianca. Mi osservò coi suoi occhi di muschio, mentre le onde della chioma si ricongiungevano al mondo da cui proveniva.
Avanzai incerto verso di lei sullo scivoloso letto d’argilla. Con un gesto della mano, la creatura scostò le liquide cortine del lago e mi invitò a seguirla.
Dopo un breve esitare, mi spinsi oltre il confine e lei mi accolse nel suo abbraccio.
Mi cullò, cantando di un sogno a cui mancava un nome. «Donagli il tuo» disse «e vivrete uniti per sempre. Non tremare. I sogni sono come le storie: più importanti dell’oro, delle perle, della vita fragile. Le acque scorrono e quando si fermano creano stagni, in cui mettono a dormire i sogni in attesa di un nome. Vuoi tu donare il tuo?»
Così si chiusero le cortine tra i mondi e io mi assopii sul letto d’argilla, in attesa che un nuovo nome venga a sedersi per me sulle rive dello stagno.
© Alice Rocchi
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