26 aprile
Nel giorno del tuo compleanno onoro i doni che da te ho ricevuto. È un modo insolito di celebrare, ma non mi viene in mente di meglio, non potendoti abbracciare.
Ti ho vista meglio dopo averti perduta, quando si aprì dentro di me la stessa ferita che ti aveva segnata. Per la prima volta vidi la tua fragilità e vi sorpresi il mio riflesso.
In un arcano gioco di specchi, da figlia che piange la madre sei divenuta la madre che la figlia ha perso troppo presto. Le generazioni rivivono i racconti che non hanno compreso; si trasmettono sapere, talenti e antiche ferite. Nel profondo di queste vi ho trovate.
Tua madre scelse gli altri al punto da dimenticare se stessa, mentre tu, senza porti davanti a nessuno, hai difeso la tua felicità come lei non aveva mai fatto, perché sentivi in cuor tuo che ogni sacrificio, ogni rinuncia, ogni talento non messo a frutto è un debito che ricade sulle spalle di chi viene dopo.
Il bocciolo può cadere prima di schiudersi, ma la Natura non dimentica un solo istante di bellezza perduto.

Dal canto mio, grazie a voi antenate, ho aperto gli occhi sulla vastità del debito di bellezza che è stato accumulato per secoli. Non solo nella nostra famiglia: ne incontro tracce ovunque, ogni giorno nei libri di storia, ai tavolini dei café, sulle panchine del parco, alle finestre di umide soffitte, nella metro…
Nello specchio il mio riflesso si perde nel flusso delle ere e si confonde ad altri profili, altri sogni, altre storie. È la stessa rabbia che ci accomuna, ogni lacrima e ogni sorriso. Attraverso di voi non sono più una donna, sono tutte.
Io sono tua figlia e da te, che non sapevi tacere davanti a un sopruso, ho appreso che le guerre degli altri non si possono vincere, ma anche che nessuno dovrebbe soffrire da solo.
Come regalo, ti dedico le mie battaglie, perché se ogni giorno mi sento un po’ più vicino alla donna che voglio essere è perché tanta strada è già stata fatta prima di me.
Adesso vado, devo costruire qualcosa di degno da mostrare alle figlie che un giorno incontreranno il mio sguardo nello specchio.
Auguri mamma.
Le donne di famiglia si tramandano sempre qualcosa l’una nell’altra… come dei tesori unici e irripetibili.
Tua mamma sarebbe fiera di te! Un abbraccio
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Grazie di cuore. Un abbraccio a te
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