L’origine della parola Morvan permane incerta, ma la spiegazione che preferisco parte dalle parole galliche MORI e VINDO, che significano rispettivamente ‘mare’ e ‘bianco, luminoso’. Morvan sarebbe allora un “mare bianco”. Perché?
Una possibile spiegazione sarebbero le dense nebbie del paesaggio che, al levar del sole, lasciano emergere qua e là le colline boscose, facendole sembrare tante isole battute da flutti spumosi.
Sono partita durante un autunno cupo e piovoso, ma nei boschi del Parco regionale del Morvan ho scoperto dei colori inaspettati, un vero paradiso per artisti.




L’alloggio per me era ideale, ma la zona è ben attrezzata per il turismo, perciò non occorre avere i miei gusti da hobbit per trovarsi bene.

I popoli antichi del Morvan: così lontani, così vicini.
Come abbiamo appena visto, il ricordo dell’antico popolo dei Galli è ancora vivo nei toponimi, a partire dal termine Morvan.
Nel museo di Bibracte, la leggendaria città gallo-romana che sorgeva sul monte Beuvray, alcuni reperti del I secolo d.C. fanno sorridere per la loro attualità, come queste tegole che, ancora fresche, hanno subito l’affronto di venir calpestate da cani e gatti incuranti.
Un minuto di silenzio per tutti i compiti di Educazione artistica faticosamente realizzati che hanno subito lo stesso destino.

Questo stampo per decorare le focacce invece, nello specifico con una scena di caccia, mi ha ricordato certe merendine e gelati-biscotto della mia infanzia.

Il reperto è stato rinvenuto in uno scavo archeologico eccezionale nel suo genere. Si chiama Les fontaines salées (‘Le fontane salate’) e si trova presso il borgo di Saint-Père.
Il nome è dovuto all’attività di estrazione del sale, che in tempi antichi era prezioso quanto l’oro, poiché consentiva la conservazione degli alimenti. Qui lo era anche di più, visto che la Borgogna non è di certo vicino mare, ma allora com’era possibile trovare dell’acqua salata così lontano dalla costa?
Grazie a un fenomeno raro, quello della risalita di acqua dolce da una falda sotterranea che, prima di raggiungere la superficie, attraversa uno spesso strato di deposito di sale, creatosi dal ritiro di un oceano antichissimo.
Nel sito sono ancora esistenti i pozzi di acqua salmastra ancora funzionanti, scavati alla fine dell’epoca Neolitica da popoli di gran lunga precedenti ai Galli e ai Romani. Era il periodo di massicce e misteriose costruzioni di pietra, le più famose delle quali sono note come dolmen e i menhir.
La superficie dell’acqua dei pozzi è perturbata da vispe bollicine di gas che, oggi come allora, risalgono dalle profondità della terra. Una persona vissuta più di quattromila anni fa poteva assistere al medesimo spettacolo, sporgendosi dal bordo.

Meraviglie medievali
Le colline del “Mare bianco” sono costellate di meravigliosi borghi medievali.

La via per Santiago di Compostela ha una tappa importante presso la basilica di Santa Maria Maddalena a Vézelay, un capolavoro di architettura gotica.

L’architetto Eugène Viollet-le-Duc (1814-1879), celebre restauratore di Notre-Dame de Paris – la guglia ricreata dall’architetto si è fusa durante l’incendio dell’aprile 2019 – salvò dalla rovina anche la bella chiesa di Notre-Dame de Saint-Père (XII-XIII secolo) quando aveva solo 26 anni.


Una delle caratteristiche che amo di più di queste architetture è che sono abitate dai personaggi più vari, ciascuno dotato di un proprio “temperamento”.



Un’altra scoperta attendeva sul lago di Settons, un bacino artificiale creato nel XIX secolo grazie a una diga (barrage) allo scopo di trasportare il legname via acqua direttamente a Parigi. Chissà quanta parte della carpenteria della capitale è realizzata col legno proveniente dalle foreste del Morvan!
Nonostante la funzione essenzialmente pratica, il barrage è dotato anche di un certo charme, tanto che da lontano sembrerebbe trattarsi ad un piccolo castello sull’acqua.

Questo è il mio ricordo del Morvan. Il territorio è noto anche la gastronomia, con un focus speciale su vini e i formaggi. Avrei potuto descriverli o fotografarli, ma la verità è che a tavola la mia vena intellettuale si spegne rapidamente, non vogliatemene.
Ciao a tutti e al prossimo viaggio!
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