Vieni alla sorgente

[Foto: © Alice Rocchi
il pozzo sacro di Chalice Well, Glastonbury, Inghilterra]

In questi giorni di settembre, nel 2017, a poche settimane da un evento che avrebbe stravolto i miei giorni, mi trovavo a Chalice Well, Glastonbury, a scattare questa foto.

Si narra che nei pressi delle fonti sacre, una rossa e una bianca, fosse ubicato il passaggio per la leggendaria Avalon.
Non so cosa cercassi quel giorno, ma qualcosa mi ha trovato.
E aiutato, quando il momento è venuto.

Ho deciso di pubblicare oggi questi versi che allora abbozzai come omaggio al cammino percorso, alle battaglie vinte e a quelle perse, perché altre si delineano all’orizzonte e vorrei provare a prepararmi un poco questa volta.


Per te,
che mi ricordi il tempo dei falò in fiore,
la mia voce s’invola.

Ti chiamo dal canto del grillo,
il mormorio del ruscello,
il lamento del lupo.

Respiro al battito delle stagioni,
con lo sguardo scelgo le maree,
ma la sete di te non si estingue.

Siedi, parlami.

Non del passato, io sono Memoria,
Né di gesta, sono Rivelazione.
Non del bene, né del male: in me non vi è separazione.

Vieni alla sorgente che divarica le rocce,
oltre il muschio umido di attesa,
la quiete al di qua della luce.

Raccontami di scoperte,
di leggi, di futuro,
della dea che chiamano Scienza.

Deponi l’inquietudine che qui ti ha condotto.

Lontano dallo specchio – per meglio vedere –
il cammino è smarrito.
La solitudine delle stelle è fatta di fuochi e di canti spenti.

Non più templi, né altari, né offerte,
ma cadaveri a partorire bambini,
incapaci di concepire altro scopo.

Le stagioni inscenano il mistero che ritorna,
ma il sacrificio sanguina su altari di silenzio.
È il sangue che vieni cercando.

Sei tu, non altro.

Nel mare infetto di lacrime assenti,
nei boschi straziati da promesse tradite,
disperdi il debito antico:

moltiplicarsi, non generare.
Percorrere la vita in punta di piedi,
per timore che si desti.

La vita per la Vita, questo è il patto rinnovato.
Il mio bacio di rugiada, di muschio e di fango
dischiude al ventre che non dimentica,

colmo di promesse dagli occhi di specchio in attesa di te.

© Alice Rocchi

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