Voci dipinte

Riporto di seguito voci, versi, sensazioni raccolti in un taccuino lungo il corso degli anni al cospetto dell’Arte.
Se non dovessero risultare di gran valore, mi auguro che la bellezza delle opere che li ha ispirati vi risarcisca del tempo perduto.
Per ciascuna immagine, ove possibile, sono riportati titolo, autore e luogo in cui ho scattato la fotografia.

Li ho amati tutti, uno per uno, e per ragioni sempre diverse.
Qualcuno li chiama “errori”, ma non sono che prove. Preziose, irresistibili prove.
Ogni volta li amo come raggi di sole dopo mesi di pioggia. Poi mi deludono e il mio cuore va in pezzi.
Il finale mi è chiaro fin dal principio, ma la mia essenza brama ogni singolo raggio di sole.
Ricomposto, il mio cuore si scopre più grande, più ricco d’un battito di vita, pronto ad amare di nuovo, forse nostalgico di quel senso di ampiezza, di respiro, che l’infrangersi comporta.

(James Tissot, La sognatrice, Musée d’Orsay, Paris)


Disse il Rumore al Silenzio:
«Sono più forte di te, poiché tutti mi odono».
Il Silenzio al Rumore non rispose, poiché sapeva solo ascoltare.

(Jean-Baptiste Camille Corot, La lettrice coronata di Fiori o La Musa di Virgilio, Musée Marmottan Monet, Paris – mostra temporanea)


Io sono l’Incantatrice, in me si cela la Chiave dei Mondi.
Lascia che il mio bacio ti risvegli, accoglimi e la Chiave dei Mondi ti trasformerà.
Allora sarai porta tra gli Universi e per mezzo di te ciò che attende si compirà.

(L.Chalon, Circe, Palazzo della Roverella, Rovigo – mostra temporanea)


Un giorno l’Amore mi venne strappato, ed io mi convinsi d’averlo perduto per sempre.
Piansi a lungo, ignara che fosse in attesa di un cenno, il coraggio d’accogliere ancora.
Fece ritorno in forme diverse, su volti nuovi, per vie imprevedibili, perché una volta che si è stati amati, l’Amore resta su di noi, come un marchio indelebile che le stelle, a torto chiamate“eterne”, ci invidiano.

(Alphonse Mucha, La Primavera risveglia la Terra, Musée du Luxembourg, Paris – mostra temporanea)


Il giorno in cui ti accorgi che il tuo ritmo non è quello della folla e che, per quanto ti sforzi, non puoi che stonare in mezzo agli altri, quello non è il giorno in cui nasconderti.
È il momento d’iniziare a diffondere nel mondo le note che gli mancano. 

(Fernand Khnopff, Ritratto di Jeanne Kefer, Musée du Luxembourg, Paris – mostra temporanea)


La mia anima è un giardino nei cui angoli d’ombra talvolta mi inoltro, in cerca di ore mai vissute.
Non ricordo mai il cammino, eppure faccio sempre ritorno. Il sentiero si scopre camminando, poiché i paesaggi interiori mutano costantemente.
Mi è capitato spesso d’incontrarne il riflesso nell’arte, dunque mi chiedo se essa in fondo non sia che un diario di viaggio, una mappa in attesa di esploratori smarriti.

(Grand Palais, Paris – mostra temporanea)


Le domande che non osi porre sono i confini di ciò che scegli di essere.
La tua essenza non è fatta delle regole che rispetti, ma di quelle che scegli di infrangere.

(Francis Auburtin, Le ninfe, la foresta e il mare, Musée d’Orsay, Paris)


Ero smarrita.
Per scegliere la direzione da prendere ho dovuto rallentare e temevo di perdere la corsa.
Eppure, non ho mai fatto tanta strada come quando mi sono seduta ad ascoltare.

(Charles Bertier, Tra due piogge, lago Robert, Chamrousse, Musée de Grenoble)

© Alice Rocchi

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