Le dame del Père Lachaise non sorridono, né si preoccupano d’essere amabili.
Sembrano mute, eppure non tacciono mai. Conversano col compagno di pietra, l’amico di bronzo, talvolta col passante che gli porta silenzio in mancanza di fiori.
Paiono tristi e invece riflettono, sognano, alcune addirittura sperano.
La loro fiducia non è rapida da conquistare: occorre costanza, rispetto, un corteggiamento discreto, ma incessante. Allora, forse, si faranno trovare con meno reticenza nel dedalo intricato di esistenze concluse.
In fondo è noi che vogliono, ci attendono, perché hanno un segreto da rivelare, custodito sul fondo dei loro sguardi immobili.
intrecciano alla trama della pioggia. Chi sceglie di rimanere, invece di cercare riparo altrove, può udirle parlare del Tempo, di quel che è passato lungo i sentieri da loro vegliati e della tenera illusione di cui spesso siamo vittime: quella di credere di essere noi, ad osservare loro.





[Testi e immagini © Alice Rocchi]
Mi piacciono i suoi racconti, le sue fotografie mi portano lontano….quando con il mio compagno camminavano per Parigi tanti anni fa…..
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Far viaggiare è il mio intento. Grazie!
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